La recente scossa di terremoto, registrata nella zona nord della provincia di Potenza e con epicentro a pochi chilometri di distanza dal nostro Comune, ci ha ricordato che viviamo in un contesto naturale a rischio. Il Comune di Pietragalla infatti viene classificato come territorio con un rischio sismico medio.

I danni derivanti da un evento atteso possono essere ridotti con la prevenzione e l’adozione di misure di sicurezza. Proprio per questo la legge n. 100 del 2012 prescrive che tutti i Comuni italiani devono avere un proprio piano di emergenza periodicamente aggiornato. Il Piano Comunale di Emergenza è infatti un documento fondamentale per la prevenzione dei rischi ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Esso deve contenere i dati tecnici del territorio (cartografia, popolazione), lo scenario di rischio degli eventi attesi (alluvioni, frane, terremoti, incendi), un elenco degli obiettivi da conseguire per garantire la prima risposta ordinata degli interventi e il modello di intervento. Leggendo le linee guida redatte dalla Protezione Civile per la pianificazione comunale di emergenza, si scopre che un buon piano deve rispondere alle seguenti domande:

    • quale eventi calamitosi possono ragionevolmente interessare il territorio comunale?
    • quali persone, strutture e servizi ne saranno coinvolti o danneggiati?
    • quale organizzazione operativa è necessaria per ridurre al minimo gli effetti dell’evento con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana?
  • a chi vengono assegnate le diverse responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze?

Qual è la situazione a Pietragalla sotto il punto di vista della prevenzione? Come già scritto via twitter, consultando l’elenco dei piani dei Comuni lucani pubblicato sul sito web della Protezione Civile di Basilicata viene alla luce che il Comune di Pietragalla è sì dotato di un piano di emergenza ma questo è vecchio di 9 anni e va quindi aggiornato e integrato con la parte riguardante il rischio di incendi di interfaccia (incendi che possono interessare quelle zone le cui aree naturali sono a stretto contatto con le strutture antropiche). Già nel 2010 il Consiglio comunale aveva approvato il Regolamento comunale di Protezione Civile proprio per attuare quelle norme che prevedevano la partecipazione diretta dei Comuni all’organizzazione e attuazione delle attività di protezione civile. Secondo questo regolamento al Comune, ed in particolare al Sindaco, compete l’organizzazione del Servizio Comunale di Protezione Civile inteso come predisposizione di attività di previsione e prevenzione e, in caso di calamità, degli interventi di soccorso alla popolazione. Il primo cittadino nomina e presiede il Comitato Comunale di Protezione Civile (composto dal Responsabile dei Lavori Pubblici, dal Responsabile dell’Area Finanziaria, dal Segretario Comunale, dalla Polizia Locale, dal Corpo Forestale dello Stato, dai Carabinieri e da un Rappresentante del volontariato), un organo consultivo che ha il compito di coordinare le strutture e le attività di Protezione Civile. Il Comitato, che deve riunirsi almeno una volta all’anno, dovrebbe assicurare annualmente la revisione e l’aggiornamento degli scenari di rischio da inserire nel Piano (art. 4). Al Responsabile del Settore Tecnico spetta invece la direzione dell’Ufficio Comunale di Protezione Civile, una struttura tecnico-operativa che ha il compito di portare avanti la realizzazione di tutte le direttive e le disposizioni emanate dal Comitato Comunale di Protezione Civile. Tale sezione deve inoltre far applicare le norme emanate dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Prefetto e dagli organi regionali e provinciali di Protezione Civile e, cosa non meno importante, ha il compito di organizzare idonee esercitazioni della popolazione, svolte prevalentemente con la collaborazione dei quartieri, proprio per testare l’efficacia del Servizio Comunale di Protezione Civile e l’aggiornamento del Piano Comunale di emergenza (art. 5).

Non si ricordano, dall’approvazione del Regolamento comunale di protezione civile ad oggi, esercitazioni svolte in collaborazione con la popolazione e rimane oscuro alla collettività il Piano di Emergenza comunale che, secondo quanto previsto dall’art 15 del regolamento, deve essere portato a conoscenza della popolazione con pubblico avviso e mediante la possibilità di consultazione permanente presso gli uffici comunali e su apposita sezione del sito internet comunale. Come raccomanda la Protezione Civile nazionale, tre sono gli elementi necessari per rendere un piano di emergenza efficace: l’aggiornamento periodico, l’attuazione di esercitazioni e l’informazione alla popolazione. E’ infatti fondamentale che il cittadino conosca preventivamente lo scenario di rischio cui è soggetto il proprio territorio, le linee generali del piano comunale di emergenza, i comportamenti da assumere, prima, durante e dopo l’evento e i mezzi ed i modi attraverso i quali verranno diffuse informazioni ed allarmi.  Un Piano di emergenza completo e aggiornatissimo che resta nel fondo di un cassetto è un documento inutile.

AGGIORNAMENTO: il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile Comunale. –> http://www.servizipubblicaamministrazione.it/Siti/ptrgll483/AlboPretorio/2016/2016-000765-1.PDF

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